Il “Viola “ci piace !

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Il primo romanzo di Elena Degl’ Innocenti ,”Viola dentro” è perfetto per l’ inizio di questa primavera solare ,piena di luci ,di progetti ,di emozioni .Ed “emozione” è la prima parola che ti trascina all’ interno delle pagine ,tra le righe e ti porta al di là della storia ,dell’ invenzione ,del mistero della leggenda .Accanto ,la parola “cuore” che è sempre la più importante quando si legge . E qui c’ è tutta .
 
 La mia non è una “recensione” classica del libro ,non amo mai usare e scrivere questa parola ,mi piace piuttosto chiamarla “groviglio di pensieri “,quelli che escono così ,leggendo il libro tutto di un fiato .In realtà io l’ ho letto tempo fa ,in autunno ,seduta sulla panchina nella “terra dei fontanili “in piena solitaria campagna cremasca  ma ho pensato che fosse la primavera la stagione migliore per donarvelo .Mi ha incuriosito il titolo perchè io sono un’ appassionata della mitica tavolozza dei colori ,credo molto nell’ emotività collegata ad essi ,nella scrittura vista attraverso la dimensione del colore e il viola in particolare  ha sempre attirato la mia attenzione :è un colore piuttosto complesso ,contraddittorio ,riassume in sè i due opposti che si fondono poi curiosamente nella sua lucentezza .Così ho scritto ad Elena di lasciarmi un suo libro con dedica in libreria .Entro ,lo acquisto ,apro la prima pagina facendo due passi e arrivo in una delle piazze di Crema :lo alzo verso il cielo commossa dalle bellissime parole che Elena mi ha scritto .Le dediche sono una parte importante di un libro ,ci aprono le sue porte con una angolazione diversa ,ci fanno immaginare la persona che ha avuto in mano la penna o il pc e le sue idee  .Perchè inserirlo nella mia rubrica “Racconti di sapori “?Per le parole stesse della scrittrice :”A te che con passione e competenza sai raccontarci il mondo ,variegato e sublime ,dei sapori .A te ,oggi ,dedico questa storia ,nella speranza che possa essere un nuovo viaggio ...
 
Un viaggio da assaporare ,nel suo gusto semplice e un po’ nostrano ,ma dalle tante ,sottili sfumature (Viola e non solo!).Grazie di cuore ,per aver deciso di partire ,con Viola ,e con me”. E così sono partita con Viola e con il piacere di assaporare un racconto nella sua interezza .Ed ecco spuntare un’ altra parola chiave :i sapori ,perchè sono loro poi  che seguono e rincorrono la nostra vita e i nostri innumerevoli sensi .Così ci appare Viola Nardi ,la protagonista ,bella e giovane ragazza trevigliese che dopo diverse sofferenze familiari ed affettive e dopo il dono di una cospicua eredità decide di dare una “rotta “ nuova alla sua vita :si trasferisce in un borgo medievale bellissimo della Toscana ,Suvereto ,per dedicarsi allo studio appassionato e alle ricerche storiche della sua tesi di laurea sulle leggende dei borghi storici .L’ incontro con il bed and breakfast di Sabrina ,La Dama Bianca, la trasporta in un mondo nuovo in cui “Tutto è poesia “.Affascinante e intrigante il luogo , specchio di serenità ma anche di mistero e reale location compartecipe della storia ,conturbante la leggenda della Dama Bianca, contraddittoria la figura di Riccardo Desideri ,ardito protagonista  della leggenda o sensuale oggetto dei desideri amorosi di Viola (e forse anche dei nostri perchè il mistero ,diciamolo ,ha sempre il suo fascino intrinseco ).Lui è sempre visto con gli occhi di Viola e tra le righe non si comprende bene se sia umano o un fantasma .Lo si immagina ,lo si plasma ,ognuno con la propria fantasia.
 
La Rocca Aldobrandeschi sarà il teatro del loro incontro finale o forse dovrei dire del loro inizio .Eh si’ il "mistero" è l’ altra parola chiave che avvolge il romanzo come del resto le nostre vite :è ció che unisce il nostro passato e il nostro presente ,nostro ,di noi lettori come anche dei protagonisti ,Viola e Riccardo.Storia e leggenda si intersecano e diventano parte del tessuto narrativo del romanzo .La scrittura è molto chiara e scorrevole, la storia all’ inizio sembra semplice e poi si complicano entrambe un po’ proprio come la vita stessa .E  il romanzo ,dopo un alternarsi continuo di bene e male ,bianco e nero ,come nell’ esistenza quotidiana si risolve solo nell’ ultima pagina.Altra  parola chiave è la stessa che Elena mi ha scritto nella dedica :"viaggio" .Un viaggio concreto ,virtuale ,iniziatico ,un viaggio che si inerpica tra i sentieri della vita .Viola ha il desiderio forte di una rinascita ,come tutti noi :”...tante volte le persone sono diverse da come immaginiamo.C’ è un oceano ,in ognuno di noi, ma quello che ci è dato vedere degli altri è solo l’ onda che increspa la sua superficie" .Ecco forse perchè l’ utilizzo dell’ avverbio “dentro “:ci immergiamo dentro l’ avventura ,il mistero ,le emozioni ma ,nello stesso tempo ,anche dentro noi stessi .
 
Riflettiamo e riflettiamo su tante cose .Che poi è la parte più bella della lettura ,quella che ci permette di immedesimarci in Viola ,descritta a tutto tondo ,nel suo prendere lentamente vita .Lei è sincera ,autentica ,sa affacciarsi al mondo con un sorriso nonostante le sue amarezze e le sue paure  e ha una grande autoironia .Questo è l’ aspetto che più mi è piaciuto di lei :l’ ironia e la capacità di fare lunghe chiacchierate con se stessa .Non è facile parlare a se stessi. E Viola è capace di tutto questo ,di guardare oltre . Elena ci dice che  il romanzo non è autobiografico perchè l’ autobiografia va lasciata alle cose importanti :forse si percepisce qualcosa di simile tra Elena e Viola  ,un quid che sembra unirle all’ inizio ma poi il personaggio protagonista si stacca da sè: i personaggi ,ci dice sempre  la scrittrice ,devono essere verosimili e coerenti ma “altro da noi”.Non vi resta che leggere perchè leggere ci consente di emozionarci ,sconvolgerci ,incuriosirci ,pensare ,scrivere ,ascoltare gli altri e scrivere a nostra volta .”Viola dentro “vi resterà nel cuore .Il viola diventerà il vostro colore delle emozioni. Ed emozionarsi è sempre bello .
 
 
 
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