Il Panettone si mangia anche a febbraio !

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A San Biagio, per la giornata del 3 febbraio, di solito si mangia il panettone .Una tradizione contadina che resiste agli slanci di innovazione e modernità. Una leggenda religiosa che sopravvive ancora a Milano e anche nei nostri timidi paesi di campagna .Per rispondere a questa tradizione ormai storica ho scelto un panettone classico ,di un pasticciere di Pandino ,paese immerso nella nostra pianura alle porte di Crema ,Emanuele Alchieri . 
 
Leggenda religiosa e leggenda contadina si intrecciano nelle storie popolari e nelle nostre case.La tradizione vuole che il tre febbraio si mangi una fetta dell’ ultimo panettone della stagione .San Biagio, vescovo e medico armeno vissuto in Cappadocia nel terzo secolo d.C. e perseguitato dai romani per non aver rinnegato la sua fede ,secondo la chiesa cattolica ,è diventato protettore della gola e del naso ,come recitano dei noti versi dialettali milanesi .C’ è una leggenda particolare legata al suo personaggio e al periodo natalizio :si racconta che una povera mamma si fosse rivolta a lui ,disperata, per salvare il figlio a cui si era conficcata una lisca in gola .E San Biagio lo salvó con una mollica di pane che poi ,fiabescamente ,nell’ immaginario collettivo è diventata ,non si sa bene come ,una fetta di panettone ,dolce tipico milanese .Ma esiste anche un’ altra versione leggendaria :una massaia si recó da frate Desiderio per far benedire il suo panettone e glielo affidó .Il frate ,essendo molto goloso ,non potè resistere alla tentazione di assaggiarlo e così si sentì un pó in imbarazzo al ritorno della signora che reclamava il suo panettone benedetto ma ,quando si accinse ad aprire l’ involucro ,scoprì  che il panettone era addirittura raddoppiato .E da qui ,da questo piccolo miracolo ,è iniziata questa usanza che forse ci invoglia a mangiare il panettone anche lontano dalle tavole natalizie .
 
Le leggende ci parlano comunque di passato ,di tradizioni raccontate ,di voci e soprattutto di gestualità che le famiglie hanno cura di tramandare .E così ho deciso di scegliere un panettone classico, artigianale, che è fatto con pochi ingredienti ,sani ,nessun conservante ,un buon lievito madre.Il pasticciere Emanuele Alchieri ,nella sua storica pasticceria nel centro di Pandino ,segue fermamente la via della genuinità .Nel suo panettone ritroviamo tutto il sapore della genuinità contadina ,dei “gesti  buoni e sapienti “e la mano della pasticceria sobria .Nessuna scatola strabiliante ,nessun effetto packaging ,ma semplicemente la scelta della carta (che io trovo meravigliosa) delle pasticceria di una volta ,la carta tanto amata dai bambini perchè ,aprendola,sapevi di scoprire all’ interno uno scrigno goloso.La carta lucida con i disegni della pasticceria ci ricordano le domeniche ,quelle belle ,in cui comprare quel pacchettino per ogni famiglia era un lusso di dolcezza e di golosità .E poi ,intorno ,quel nastrino dorato che quando legava il pacchettino suadente era sempre accompagnato da un sorriso .Un tempo vedevi il nastrino e riconoscevi subito la mano elegante della pasticceria .Scartandola ci invade un profumo agrumato ,viene voglia subito di tagliare una fetta .
 
La consistenza è soffice e delicata ,non è affatto unto ,non sa di burro, la presenza dell’ uvetta non è invadente e non ci sono canditi ,sostituiti sapientemente da un piccolo segreto .Il sapore è equilibrato ,armonico e l’ armonia deriva dal fatto che le materie prime sono complementari ,gli ingredienti sono pochi ,semplici e non si sovrappongono tra di loro .La cottura è perfetta .La passione di Emanuele  si vede tutta in questo panettone e l’ ha portato negli anni a migliorare sempre ,a bilanciare al meglio la sua ricetta ,a sperimentare continuamente .Ma assaggiando la sua fetta di panettone ,anche nel giorno di San Biagio, si puó assaporare il vero panettone di una volta ,quello della tradizione e della storia .E chissà se questa possa essere anche l’ opportunità  per iniziare a degustarlo sempre ,non solo in occasione del Natale .È sempre buono .È sempre un dolce speciale. È sempre un dolce tenace della nostra tradizione .                                                                  
 
Pasticceria Castello                                                        
Via Umberto I ,64                                                      
Pandino                                                                      
 Tel 0373 -920503                                                                  
 

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